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venerdì, gennaio 08, 2010

DALLA NAVE AL P.I.T. - UN PICCOLO BILANCIO





La penultima volta che sono venuto in Italia avevo ipotizzato di sperimentare i 6 mesi di lavoro alternati a 6 mesi di viaggi e lavori saltuari in Italia; pensavo fosse un'ipotesi irrealizzabile, poi come ogni cosa nella vita, le decisioni si prendono o semplicemente loro prendono te e ci si rende conto che tutto ha un ordine; ogni cosa ha il suo senso.

Viaggiare è stato come dar ossigeno al mio sangue e sentire le vibrazioni del sangue che scorre dentro di me mi fa sentir vivo....

Stanziarmi, anche se temporaneamente, mi ha dato la possbillità di riappropriarmi di una parte di me e capire che ci sono tanti posti per me che assomigliano a casa ed ovunque mi sento a mio agio, ma solo una casa è quella che ti rappresenta veramente: quella che di una persona raccoglie TUTTO tanto emotivamente quanto materialmente.

A Roma ho preso il bello e me lo sono messo addosso; ho preso anche il brutto ed ho cercato di renderlo bello; alla fine credo di esserci riuscito...
Dopo tutto tutte le situazioni, una volta girate e rigirate ti mostrano il loro lato positivo.

Viaggiato e lavorato, dicevo; un'altra piccola mèta raggiunta..
Quante volte andando a zonzo per Roma mi sono detto: "Io ho una grande "I" in testa e dovrei metterla a disposizione degli altri"
Alla fine quella battuta è diventata una realtà e così dopo esser finito a lavorare su una nave dispensando gentilezza e pazienza ai turisti, ho cominciato anche a lavorare nei punti informativi del Comune di Roma;
Coi piedi per terra, sí, ma una volta ancora permettendomi il lusso ed il privilegio di avere un "ufficio con un panorama invidiabile" :-)
Col pubblico mi diverto, non solo perchè sono paziente, ma perchè non devo far sforzi: è tutta produzione artigianale, farina del mio sacco; si tratta solo di attingere al mio modo di essere e distribuire a chi vuole/necessita/chiede.
MI sono stancato, ma ho passato delle giornate intense e divertenti aiutando i turisti, ma sopratutto giocandoci e cercando di elargire sorrisi; un rapporto più fugace e breve (oserei dire "mordi e fuggi) rispetto a quello della nave; meno umanità, ma anche in un attimo infinisetisimale un brevissimo scambio, ci si lascia reciprocamente qualcosa....
Ed io adoro dare una minima parte di me ogni volta che incontro un essere umano e prendermi in cambio un pezzettino dagli altri.
Tutto questo mi fa sentire bene e mi piace e mi sembra quasi di riconoscermi in una dimensione tutta mia; una dimensione che delinea la mia PECULIARITÁ.
Crescendo m´accorgo sempre di piú che la vita è davvero più semplice di quanto sembri, anche e nonostante le difficoltà e che le angoscie servono a poco,
Capisco sempre più, come ho sentito ripetere da un amico indiano di cui ho stima che alla fine non è importante avere troppi piani e programmi; l'unico vero obiettivo resta quello di: cercare d´essere felici e condividerlo con gli altri.
Questo io sono e voglio continuare ad essere!

1 Comments:

  • At 3:33 PM, Anonymous Anonimo said…

    smiling! bacio
    k

     

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