North-way

L UNICA COSA CHE CONTA DI ME E´CHE ESISTO... QUESTI SONO I MIEI CONTATTI: SKYPE: INGIROPERILMONDO2007

domenica, marzo 29, 2009

IL PALAZZO ROSSO

Il palazzo rosso é quello che mi indica la via di casa;
di giorno; di notte: sotto la neve; nel bel mezzo di un acquazione oppure baciato da un pallido sole; lui c é, é fisso, lí fermo in un angolo da sempre...
É il mio punto di riferimento....immobile...stabile...inanimato.....eppure sempre pronto a rassicurarmi, a "suggerirmi" la direzione..
é la mia CERTEZZA.....; sembrerá strano, ma é una delle piú solide che mi sembra di avere qua....

Spesso mi perdo nei miei pensieri e giro attorno alla ricerca di sicurezze e certezze...; qui ne ho poche e tutto mi sembra sempre piú terribilmente sfuggente: le persone, a cui pure mi sono affezionato, il lavoro, la casa, le amicizie...
Tutto é scivoloso...; tutto é precario....; tutto sembra sgusciare via dalle mani e far perdere l´equilibrio alla mia esistenza quotidiana....

É come se camminnassi in punta di piedi........
Ogni giorno....

....eppure io vorrei afferrare qualcosa...; lo sento come un impulso forte ed a volte dirompente, ma piú cerco di stringere piú qualche pezzo sembra scivolare via..

é nel rischio l´antidoto a questa precarietá?

Di sicuro al momento l´unica cosa che riesco ad afferrare é la consapevolezza di essere "io"...; un individuo...; il solo artefice della mia esistenza...

...e questa é la mia unica certezza...MUTEVOLE!

giovedì, marzo 19, 2009

ISTANTANEA DI HENNI

Le tenevo la mano con molta delicatezza, mentre lei concentrava tutte le sue attenzioni sullo sforzo che s´apprestava a compiere....; quell´impresa, quasi sovrumana, che le contraeva i muscoli fino a modificarle l´espressione del volto: un´espressione che non traeva in inganno e raccontava tutta la fatica di quel gesto.
Io la osservavo e tra un misto di pietá e tenerezza, dentro di me la incoraggiavo, volevo ce la facesse, quella sua tenacia meritava una ricompensa.
All´improvviso, nel mezzo di quell´attimo, mi é tornato alla mente un sogno. Un sogno che facevo frequenetemente nel corso della mia infanzia e dell´adolescenza: nel sogno comparivo io che affannosamente cercavo di raggiungere un autobus in sosta presso una fermata; correvo affanosamente fino a rendermi conto di non produrre alcun movimento; solo poco dopo, riacquistavo le forze, ma l´autobus era ormai perso.
Ecco....in quel semplice esercizio, lei stava impersonificando il mio sogno, probabilmente provando la mia stessa angoscia ed ansia, con la differenza che non si trattava di un macchinazione onirica, ma della sua quotidianitá, della pura realtá di una persona anziana.
Lei si chiama HENNI e la sua impresa era quella di alzarsi da una sedia...!!!!!!!!
Questa volta c´é riuscita....., ma chi entra in una casa di riposo come ospite probabilmente giá sa che quello é il suo ultimo capolinea.
Non é cosí per tutti, ovviamente, perché in alcuni casi
quella consapevolezza neppure la si acquisirá mai.
Ci sono compagni di viaggio infatti che compiono il medesimo percorso in discesa, ma nei confronti dei quali il destino, un Dio o la natura, ha voluto che prima di tutto si spegnessero le "luci in sala" fino a far scendere la notte nella loro testa.

Henni é una delle tante persone con cui lavoro; non é una collega, é la mia "datrice"; Henni é entrata lá per non uscirne piú, perché su questa terra, oltre a tanti "inferni", ci sono anche dei purgatori, indubbiamente di diverse categorie e classi, ma sempre "purgatori" restano: quei "salotti" in cui, in maniera piú o meno dignitosa, si attende di passare dall´altra parte, aspettando in maniera relativamente cosciente che arrivi il proprio turno...

Sono finito a lavorare in una casa di riposo per casualitá e per necessitá; benedico questo dono del destino, come tanti altri che mi ha fatto finora, in quanto questa esperienza mi ha portato a crescere ancor di piú, mettendomi in relazione con la morte, il percorso della vecchiaia e quello delle malattie; una serie di passi inevitabili da cui la maggior parte degli uomini rifuggono pur riguardandoci tutti, indistintamente.
Io, insieme a tanti altri colleghi, accompagno questa gente nel loro stazionamento in purgatorio; lo faccio con serietá ed impegno; lo faccio cercando di essere rispettoso, ma lo faccio sapendo di commettere tanti errori.
Non sono un angelo, affatto; sono un uomo che lavora con gli uomini e che dagli uomini ha imparato a prendere tutto: le cose belle e le cose brutte, ma che sicuramente sa di non poter prescindere da quel contatto che mette in moto una serie di meccanisimi, a volte nascosti, chiamati "sentimenti"!

Per questo anche e soprattutto in una casa di riposo impari a voler bene alle persone, ma anche a provare antipatia, a volte astio; contribuisci ad ingenerare incomprensioni o a dar il tuo contributo per chiarire, risolvere, appianare tutto e questo gioco di emozioni si verifica anche quando nella casa di riposo finisci a lavorare nella sezione dedicata ai malati d´Halzeimer, quella malattia che nelle peggiori delle ipotesi ti spegne letteralmente la testa, fino a rendere un essere umano soltanto un corpo vuoto che deambula; mentre nelle migliori, ti dona quella vena, quasi poetica, da giullare di corte; figura curiosa.
Lá dove la vecchiaia si accosta all´infanzia arrivi a capire quanto l´aspetto speciale del nostro essere umani, consiste proprio nel sapere esprimere istintivamente la nostra unicitá, in tanti modi diversi anche quando non si hanno piú le forze, le capacitá e la luciditá!

Questo post, per quanto banale possa essere, é dedicato a tutte le persone anziane che ho incontrato in questo anno di lavoro e che ho provato, a modo mio, ad aiutare dando loro tutte le ricchezze umane di cui sono in possesso; persone con cui condivido ogni giorno, in una giostra a volte ripetitiva di eventi ed abitudini e persone che non ci sono piú, perché hanno risposto alla "chiamata" ed in quella "sala d´attesa" non c´era piú tempo per stare!

lunedì, marzo 02, 2009

E TU IN CHI TI RITROVI?

A te che leggi e mi hai visto nascere;
A te che mi hai voluto bene e poi dimenticato;
A te che mi ami adesso, domani o che ancora non sai di amarmi;
A te che hai scelto di condividere con me;
A te con cui ho riso a crepapelle;
A te con cui sono partito, poi tornato ed di nuovo ripartito;
A te con cui ho voluto fare tante cose e tante spero di continuarne a fare;

A te per cui ho preso un aereo....o forse due;
A te che mi hai stretto forte quando ne avevo bisogno;
A te che avrei voluto ci fossi stata/o;
A te che mi sei stato/a accanto veramente....a volte nonostante la distanza;
A te che mi hai fatto disperare;
A te che ti diletti a leggermi per ritrovare una parte di me o scoprirne delle nuove o semplicemente perché non hai di meglio da leggere;
A te che attraverso le mie parole hai imparato a consocermi un po´ o un po´ meglio;
A te che sei capitato qui per caso e sei scappato/a via
A te che sei invece rimasto/a incuriosito/a dai miei pensieri al vento;
A te che non hai mai avuto il coraggio di scrivermi o cercarmi;
A te che ho fatto amare almeno un po´ la Norvegia...
A te che non capisci niente di questa lingua pur avendo desiderato a volte che ne fossi padrone;
A te che mi hai fatto arrabiare ma a cui non ho mai negato, dopo, un abbraccio e tutta la mia comprensione fino al perdono;
A te ed ai tuoi occhi celati dietro questo monitor...

...quegli occhi a volte stanchi ed arrosati, desiderosi di sonno ed appesantiti ma che imperterriti proseguono la loro corsa tra queste righe...

Quegli occhi che rappresentano tutti gli occhi del mondo e che idealmente vorrei un giorno conoscere per far sentir che il peso di queste parole ha un corpo, tre dimensioni ed un volume...

A te dedico questo pensiero perché solo l´idea che tu ci sia riempie di significato questo mio "essere", questo mio "stare", questo mio "esistere", questo mio "volere" questo mio "condividere".

A te, io che sono Gabriele

domenica, marzo 01, 2009

ALAAF - KOLN (KARNIVAL 09)

Che non sarebbe stato un viaggio culturale lo sapevo giá, ma non potevo immaginare di certo che il CARNEVALE DI COLONIA avrebbe lasciato dentro di me, un ricordo tanto piacevole ed una voglia incredibile di tornare. :-)
Sfidando la stanchezza di una giornata di lavoro iniziata all´alba, zaino in spalla mi sono imbarcato per Dusseldorf, l´aeroporto piú vicino alla destinazione da raggiungere: COLONIA...
Neanche il tempo di mettere piede in casa ed un tornado d´ allegria mi ha travolto.....; ho immediatamente capito come sarebbe andata a finire...; sará stata la gioia di rivedere Andrea e Stephane, il piacere di incontrare "a casa propria" Andreas, la sentita e forte accoglienza dei ragazzi tedeschi, fatto sta che tutto sin dall´inizio é sembrato funzionare alla perfezione, come se gli ingranaggi della macchina organizzatrice si muovessero perfettamente all´unisono.
Ore di sonno ridotte al minimo....; litri di birra neanche a dirlo...; chilometri macinati da un locale all´altro e tanti tantissimi volti di persone con cui ho incrociato, in maniera piú o meno intensa, ore, minuti o semplicemente secondi.
Una nota degna di rilievo che merita menzionare riguarda l´ospitalitá ricevuta dai tedeschi...; davvero "caldi" ed "accoglienti" come noi latini....; ma forse questo é dovuto anche ad una certa "freddezza" a cui mi sono abituato qua in scandinavia...
Felice di aver maturato anche questa esperienza e di averla inserita nel manuale dei miei migliori ricordi; con le valigie giá pronte per una nuova partenza.....