LA SETTIMANA ARCOBALENO AD OSLO
Se si da una rapida letta alla storia del movimento, alle conquiste fatte nel corso degli ultimi decenni, ai diritti strappati al pregiduzio, ci sarebbe da rispondere: "questa Nazione non ha piú molto da chiedere in tema di uguaglianza sociale, in larghissima misura assicurata alle piú svariate categorie o gruppi di persone".
Ed effettivamente, a mio parere, c´é ben poco da aggiungere ad un panorama legislativo da far invidia a qualunque altro Paese occidentale salvo rare eccezioni.
In questo modo la parata del 27 giugno anche quest´anno si tramuterá, molto probabilimente in una festa allegra, senza scontri, senza provacazioni, senza chiacchiere, senza rivendicazioni ma con uno spirito allegro e coinvolgente che sarebbe auspicabile e "normale" in qualsiasi societá democratica, rispettosa e civile.
Sembra un sogno tutto questo, vero?? E in parte lo é, ma allora cosa é che manca veramente??
Osservando la realtá norvegese piú da vicino, con la speciale "lente di ingradimento" di chi in questo Paese ci abita da straniero ed ha trascoro anni (3) provando a conoscerlo con tutte le proprie forze, ci si rende conto che forse anche tutti questi risultati, per quanto importanti, non sono sufficienti a fare di una nazione un luogo ideale per tutti, gay compresi, se alla base non esiste una cultura solida e, se mi si consente, anche una predisposizione caratteriale, che permetta a questi diritti non solo di mettere radici profonde (come avviene) ma anche di saper apprezzare i frutti che tali diritti "producono".
é un po´ come riferisi a chi nasce, per sua fortuna, in uno stato di benessere e da sempre dá per scontato quel che ha, come se quel contesto fosse stato sempre cosí, senza un percorso pregresso; é stata spesso questa la sensazione che ho colto osservando dall´interno il mondo gay norvegese; un mondo fatto di persone che sembrano non essersi ancora distaccate da quel "provincialismo" in cui é stato immerso per molto tempo il Paese, nonostante oggi giorno abbiano a propria disposizione tutti gli strumenti per affermarsi e consolidare con normalitá, visibilmente, la propria dignitá di individui;
Per questo ho trovato sorpredente ed a tratti molto deludente, riscoprire in questi anni, come in una tale realtá la maggior parte della gente, continui a vivere ancora nascosta, quasi intimorita da pregiudizi che socialmente non esistono e condizionata da paure del tutto immotivate.
Insomma, se uno viene qua e si aspetta di trovare, come dovrebbe essere, cittá dove coppie omosessuali e coppie eterosessuali camminano armoniosamente nelle strade, si sbaglia di grosso....
Ne ho viste piú a Roma o Bologna...
La mia personale esperienza mi ha insegnato che il gay norvegese, in sintonia con una tendeza piú generale che coinvolge, indipendentemente dalla sessualitá, gran parte della popolaizone locale (NON TUTTI OVVIAMENTE) é in linea di massima una persona instabile, in primis, nella gestione dei rapporti umani; in alcuni casi instabile nel rapporto con la propria sessualitá; incostante e scarsamente curioso nei confronti del prossimo e piuttosto schivo se non addiirttura poco favorevole verso i legami FORTI.
Senza generalizzare e con molte eccezioni ovviamente....
Sicuramente influisce molto l´aspetto culturale e caratteriale presente nei "geni" di molti di loro, ma proprio questa "freddezza" o "riservatezza" a mio avviso rappresentano l´altra faccia della medaglia. Un aspetto probabilmente immutabile, ma che a mio avviso vanifica un po´l´importanza e la bellezza di certe battaglie vinte!!!!!


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