North-way

L UNICA COSA CHE CONTA DI ME E´CHE ESISTO... QUESTI SONO I MIEI CONTATTI: SKYPE: INGIROPERILMONDO2007

sabato, novembre 29, 2008

AVEVO SOLO VOGLIA DI RIFLETTERE UN PO´ SU ME STESSO

Giorni fá ho dichiarato di voler mutare la direzione del mio modo di essere e quindi trasformarmi in una persona piú EGOISTA...
Nonostante tutti i cambiamenti occorsi nella mia vita, penso sia realmente difficile mutare in maniera cosí radicale aspetti consolidati in quanto veri e propri perni nell´impalcatura della mia personalitá.
Non credo che riuscirei a diventare realmente egoista nel senso "nocivo" del termine, ma di sicuro voglio fare qualcosa affinché, nella mia vita e ai miei occhi, GABRIELE non sia piú sempre e solo una persona in funzione degli altri, ma anche e soprattutto un´individualitá in funzione di se stesso.
Per arrivare a questo penso che debba ritoccare soprattutto il modo di intendere e vivere le ASPETTATIVE che costruisco verso tutti coloro con cui interagisco.
Istintivamente mi verrebbe da dire che non nutro mai aspettative al cospetto del prossimo, ma scavando a fondo mi accorgo che nelle dinamiche dei miei rapporti le aspettative hanno invece un ruolo determinante soprattutto per quel che riguarda i momenti decisionali della mia vita e quindi anche la reazione che il mio stato d´animo o il mio umore attuano nel momento in cui l´aspettativa é disattesa o, al contrario, soddisfatta.


Qui in Norvegia ho imparato che bisogna saper stare soli, perché per quanto si abbia voglia di condividere, nei momenti decisivi siamo sempre noi, soli con noi stessi...
Questa presa di coscienza é stata forte per me e tuttora ci sto lavorando, ma nel portare avanti questa operazione, voglio anche imparare, come dicevo prima, a sentirmi libero di non essere sempre e comunque indulgente; a valutare gli atteggiamenti delle persone e a dissentire quando questi non fanno per me; a non sentirmi legato necessariamente da quel filo che ti porta a dipendere dagli altri; imparara ad essere soli, credo aiuti, ad essere EGOISTI nella vera accezione del termine: AMARE SE STESSI a PRESCINDERE DAGLI ALTRI e NON ATTRAVERSO GLI ALTRI, come ho sempre fatto..
Questo é il mio obiettivo e sentivo il bisogno di metterlo "nero su bianco" per chiarirmi le idee......
Spero di non aver fatto ulteriore confusione...:-)

martedì, novembre 25, 2008

SONO TORNATO DA TOM E ROY ED HO MESSO PIEDE SU IN SOFFITTA....

Tom con le 2 nuove ragazze rumene
Io e Milo


La mia prima volta da esterno, come uno dei tanti ospiti é stata come mettere il coperchio su una scatola e legarci un fiocco attorno eppure quando sono tornato nella mia vecchia casa, quella in cui ho vissuto con Tom e Roy per due anni, ho provato un vortice di emozioni che mi hanno investito non appena oltrepassata la soglia dell´ingresso.
Altro che chiudere un capitolo: in quell´istante, per me, é stato come salire in una vecchia soffitta, scardinare vecchi bauli polverosi e toccare con mano, le storie di un passato, molto recente, scritto pazientemente e lentamente, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto.
Sembrano passati secoli ed invece sono settimane, ma non mi sorprende questa sensazione apparentemente contraddittoria: in quella casa ho vissuto tanto, costruito tanto, creato tanto ed i muri trasudano esperienze, figure, volti, situazioni...
Nella soffitta dei miei ricordi ho trovato tutto; le mani erano sporche di polvere.....ma come é possibile???
Giá....questo é possibile perché anche quando non pensi alle cose, in realtá ogni pulviscolo di esperienza si accumula negli angoli remoti della nostra memoria fino a formarsi una patina che difficilmente si toglie per sempre .....
E poi sono arrivati loro, i fantasmi....; sí i fantasmi di una storia che lentamente cancello dalla mia realtá, ma che é sempre presente nella mia vita sotto forma di segni, cicatrici, marchi ed occhi che temo sempre di incontrare da qualche parte...
Confrontarmi coi fantasmi mi ha fatto capire quanto fosse necessario allontanarmi, attuare il cambiamento e questo pensiero mi ha dato sollievo e forse rinvigorito....
A volte penso che non so prescindere dai cambiamenti....; vorrei attuarne tanti e in fretta, ma poi non posso far a meno di adattarli ai miei tempi biologici e soprattutto mentali.
Devo forzarli arrivato a metá dei miei 35 anni??
La domenica da Tom e Roy é stata calda ed accogliente. Sembrava la fotocopia di altre 100 giornate simili giá vissute; so bene che ogni uomo deve trovare il proprio equilibrio secondo i dettami della propria natura e della propria persona....; loro lo fanno e ho smesso di chiedermi il perché; non esiste un modo giusto o sbagliato, esiste soltanto il modo in cui ognuno di noi realizza il proprio percorso nel rispetto di se stessi.....
É con questa convinzione che devo osservare sempre me stesso......
La vita é realmente troppo breve per essere sprecata con superflue domande....
Abbiamo mangiato e bevuto; fatto foto e riso; ci siamo scontrati con le difficoltá delle comunicazione perché i presenti non erano uniti da una lingua comune ed alla fine, come un qualsiasi invitato, ho ringraziato ed ho chiuso l´ennesima porta del mio passato.....
Non ricordo peró se la soffitta é rimasta aperta....

sabato, novembre 22, 2008

SONO GIORNI DI........

....sono giorni di calma piatta quelli che sto vivendo; da non intendersi come "giorni noiosi" bensí semplicemente come gionrnate in cui affronto la quotidianitá cercando di scandire i tempi in maniera regolare (per quanto io possa....) e rimpirli con ció che mi fa sentire meglio: il lavoro, gli amici, la lettura.
Mi sembra quel tipico stato pacioso, tranquillo, senza apparenti sussulti che solitamente preannuncia l´arrivo di una tempesta: anche in questo caso, la parola "tempesta" non deve indurre a pensieri nefasti; la tempesta, nella mia simbologia, é comunque qualcosa di nuovo, un cambiemento piú o meno inatteso, pertanto, per dirla semplicemente, una novitá positiva.
Che dentro di me, ci sia sempre un movimento di pensieri piú o meno grandi, ormai é fatto assodato: alcuni aspetti del mio modo di essere sono immodificabili e mi connoteranno sino alla fine.
Attualmente il mio tentavivo é quello di bilanciare il bisogno degli altri con l´inevitabilitá dello stare soli; sforzandomi credo di riuscire a far convivere queste due situazioni contrapposte. L´impegno mi sta pagando....
Mi sto peró riscoprendo sempre piú critico nei miei discorsi con la gente nei confronti di questo Paese; giorni fá infatti mi sono soffermato a riflettere che, nonostante comunichi in piú lingue, sto sviluppando con parole diverse, i medesimi discorsi che contengono sempre lo stesso concetto, non sintetizzabile in qualche parola, ma riconducibile, metaforicamente alla tipica immagine dell´amore ferito di un amante deluso...
C´é qualcosa che manca....; qualcosa che non sono riuscito a dare, probabilmente, ma anche qualcosa che nonostante tutto non ho ricevuto...
....e a questo, aggiungo io, qualcosa che mi é stato tolto.....
Fin dove arriveró??????

domenica, novembre 16, 2008

ULTIMA TAPPA IL BELGIO

Un po il simbolo del Belgio: La Leffe
L Atome di notte




Palazzo Reale di Bruxelles








Dolci preparati da Nele e sua madre




In Belgio é stato un ritorno, dopo 8 anni di assenza e lontananza, ho colto al volo l´invito di Nele (e una ghiotissima offerta della RYANAIR: 10 euro a/r tasse incluse! Come dire di no!!???) per potermi rituffare nel REGNO DELLA CIOCCOLATA, ma anche nel cuore pulsante dell´Europa politica.
Il Belgio é un Paese piatto, morfologicamente parlando, ma non da un punto di vista dell´interesse che puó suscitare nel turista.
Occorre avere un bel po´di curiositá per visitare questo piccolo Paese dell´Europa centrale (stretto in mezzo a Germania e Francia e a braccetto con Olanda e Lussembrugo), visto che in effetti non molto frequentemente viene inserito tra le destinazioni turistiche piú gettonate e popolari, ma se posso dare un consiglio spassionato, un bel giro vale la pena farlo da quelle parti perché in pochi chilometri quadrati ci si puó imbattere in una bella concentrazione di arte, vita, natura ed ovviamente cibo!
Ció che rende speciale ai miei occhi questo Paese, é soprattutto la vicinanza (che in molti frangenti appare come vera e propria continuguitá) con i suoi paesi confinanti. In questa vicinanza si mescolano armonicamente le differenze culturali che, paradossalmente, in alcune circostanze precise sembrano fondersi in una sola identica unitá.
Forse chi é abituato a vivere in localitá di confine, puó comprendere il concetto che intendo esprimere, benché l´abitudine porti a rendere determinate situazioni, estremamente naturali e quindi a darle per scontate.
La mescolanza ed il contatto culturale mi hanno sempre affascinato e in Paesi cosí piccoli che a loro volta confinano con Paesi altrettanto piccoli, questo fenomeno si verifica molto facilmente.
In Belgio peró questa mescolanza appare a volte trasversale; per esempio da un punto di vista linguistico (e per certi versi, anche da un punto di vista culturale e somatico) un belga fiammingo ha davvero poco in comune con un belga vallone, mentre viceversa, questi ultimi appaiano piú vicini ai francesi mentre i primi, decisamente piú prossimi agli olandesi.
Sicuramente se un belga leggesse queste mie considerazioni inorridirebbe; ma non avendo la presunzione di esprimere alcuna veritá in questo blog, mi limito semplicemente ad esternare le mie impressioni.
Per il resto vacanza ineccepibile, come sempre, all´insegna di quanto la vita di piú bello possa offrire: l´amicizia, il fascino della cultura ed ovviamente il buon cibo.
Queste sono le migliori occasioni in cui il mio cervello si riposa ed il mio corpo lo segue a ruota.
Un pensiero particolare voglio rivolgerlo a Nele che dopo tanti anni di amicizia a distanza e di corrispondenza epistolare, ha mantenuto lo stesso affetto, lo stesso trasporto e lo stesso spirito carico di amiciza.
Grazie di cuore....
...e grazie anche ad Eli che é talmente una certezza che a volte, vergognandomi, lo do per scontato....
Ma in cuor mio apprezzo in maniera speciale ogni singola cosa che fa per me: compreso montare su un aereo, nonostante il fottutissimo terrore!!!!

venerdì, novembre 07, 2008

UN ANNO FÁ.....É UGUALE A FRA UN ANNO!


Un anno fá e sembra quasi passato un giorno eppure il ricordo del viaggio in Perú ed Ecuador é ancora vivo....
Sará la bellezza di quei posti o forse il fascino che esercita su di me il Sud America, nonché un viscerale bisogno di viaggiare, fattostá che 365 giorni dopo vorrei di nuovo trovarmi coi piedi piantati in un aeroporto, con l´emozione a 1000, in attesa di raggiungere una méta nuova; un luogo lontano; una realtá da conoscere; una cultura da esplorare fino al suo midollo.
Perdermi nelle ore diluite della vacanza; in balía di un fuso orario che ti ha strappato dalla tua realtá trascinandoti in avanti o indietro.....

Suona strano fare queste considerazioni e poi aggiungere che domani effettivamente saró su un aereo...; un aereo che mi porterá in Belgio; ma non me ne voglia la buona vecchia Europa, che amo ed in cui riconosco le mie radici, ma il vero viaggio per me é quello che mi scarventa in altri mondi; lontani dal continente...; il resto non é altro che una gita fuori porta.

Come spiegare questa mia passione?? é come quando si avverte un irrefrenabile impulso; un bisogno impellente che col tempo puó sfociare nell´astinenza.
Ecco, io mi sento cosí ora e sto sbuffando quasi come un leone in gabbia, pronto a fuggire appena arrivato il momento giusto....

Ma per me il viaggio é anche condivisione e per me partire significa anche abbracciare al mio fianco le idee, i sogni, le impressioni, le emozioni e le sensazioni di qualcun altro.
I miei compagni di viaggio lo sanno questo, ma chi mi conosce sa che in generale qualunque passo della mia vita deve essere scandito dalla presenza di qualcuno...
A 35 anni non posso e non voglio piú cambiare ed ho smesso di interrogarmi se é giusto o meno essere cosí...: io sono cosí e sento che il piacere della solitudine non é fatto per me....
In realtá, con tutta onestá e senza voler peccare di presunzione, non penso che nessun uomo sia fatto per restare solo....; anche coloro che acerrimamente difendono questa posizione; forse manifestano solo un modo per imparare a gestire al meglio una condizione in cui, volenti o nolenti, ci ritroviamo alla fine un po´ tutti...
Per quanto riguarda me, non lo scopro ora, ma lo urlo:
io ho bisogno dell´altro per sentirmi completo; per valere di piú...
Che piaccia o no questo sono io!!!!

lunedì, novembre 03, 2008

Da OSLO 6 a OSLO 3 - CHIUSA UNA PORTA SI APRE UN PORTONE (....)

Da Oslo 6 a Oslo 3......; non sto dando i numeri, bensí sto semplicemente traducendo in "codici" l´avvenuto trasloco e conseguente trasferimento di domicilio.
Come tutte le grandi cittá o presunte tali, anche Oslo é divisa in zone o circoscrizioni.....; passare dalla 6 alla 3 significa muoversi verso il centro e a detta degli "abitanti del luogo", ho fatto un bel salto di qualitá, finendo in uno dei quartieri "posh" della capitale.
Francamente non mi importa un fico secco del rango di questo quartiere, anzi, per dirla tutta avrei preferito di piú trasferirmi nel cuore di un quartiere popolare o proletario, ma Oslo é troppo ricca per avere questo tipo di realtá, che emergono dalle ceneri, come un ricordo lontano, solo se si fa una passeggiata lungo "il fiume" Akers.......
Qui ci sono finito un po´per caso o, come piace a me ricordare, per volere del destino che mi ha fatto trovare questa stanzetta al primo colpo e visto che, con tutte le mie traversie, persino il mio soggiorno ad Oslo era diventato traballante, interpreto questo atto del fato come una richiesta silenziosa di "restare"....almeno ancora per un po!!

presto allegheró le foto della mia stanza.....; di forma rettangolare e con gran prevalenza di bianco....; in sintonia col gusto scandinavo é molto essenziale e nonostante i miei innumerevoli scatoloni, sto tentando di mantenerla tale: un letto basso, un armandio a giorno, due tavolinetti piccoli ed un mitico divanto letto in grado di sopportare il peso di due persone...:-)
Finestra ampia e luminosa con piccolo incassata in modo tale da permettermi di mettere qualche candela (che tengo rigorosamente accesa) sul davanzale: lo so, fa molto "scandinavia" :-)

Tutto l´appartamento é praticamente diviso in due: da un lato io e Morten (che solo ieri scopro essere di Kirkeness e NON svedese come avevo creduto) e dall´altro la famiglia di CHANG, indiscutibilmente cinese; se non fosse per gli odori che ogni tanto si diffondono dalla cucina, potrei quasi dire che in casa sembra di star soli....:-)

Insomma, questo post descrittivo, serve per presentare al mondo il mio ambiente in attesa che ognuno di voi abbia la curiositá di venirlo ad esplorare in tutta autonomia, per regalarsi con me qualche giorno norvegese insieme ad un romano!!!