
Io prima di uscire da casa
Sposi: sostantivo maschile plurale.....; mai parola poteva sintetizzare in maniera esaustiva, anche grammaticalmente, lo status di Nikita e Leonard....
Convolati a nozze il 4 luglio 2008, hanno atteso 3 mesi per festeggiare la loro unione con amici e parenti...
.....ed io c´ero.....!!!!!!
Con molta curiositá ed enormi aspettative mi sono predisposto ad affrontare questa nuova esperienza; un´esperienza che, a tratti, mi ha proiettato in una dimensione surreale, lontana anni luce dal mondo in cui sono cresciuto culturalmente, ma non per questo meno "emozionante".
Come si addice a due veri sposi, Nikita e Leonard attendono gl invitati fuori dal locale. In realtá non si tratta di un tipico ristorante, ma di un´antica casa norvegese, forgiata sul classico modello delle case di inizio 900: legno ed eleganza...;
...e come tutti gli sposi, sono irragiungibili perché protetti dai riflettori delle macchine fotografiche e dai flash.
L´aria é umida fuori e la pioggia piú di una volta, durante l arco della mattinata, ci ha ricordato che l´autunno é bizzarro, capricioso e volubile tanto come il mio carattere...
Nell´ora in cui arriviamo, pare abbia deciso di prendersi una tregua e per lo meno cessa di piovere...
Il clima dentro non é dissimile da quello esterno: faccie note e meno note, ancora troppo distanti le une dalle altre; neanche una (o piú!!) coppa di spumante riesce a riscaldare gli animi degli invitati che timidamente si studiano tra di loro..
é ancora lontana l´ora in cui il vino scioglie gli ingranaggi e libera i freni di ogni inibizione...;ma anche quel fatidico momento non tarderá ad arrivare..
Siamo in Norvegia, dopo tutto.....
Una campanella suona: é l´ora di recarsi in sala....; é il legno a predominare......: tavoli, pareti, sedie, pavimenti....tutto profuma di albero....albero levigato...albero lavorato...
Come nei piú classici matrimoni "mediterranei" all´entrata della sala, un tabellone suggerisce agli invitati dove accomodarsi...
Io incuriosito di scoprire quele abbiamentoil destino mi ha riservato, mi accingo a leggere avidamente....
Saró con tutti norvegesi...e solo Espen, seduto al mio fianco, bilancerá in un certo qual modo il dislivello linguistico...
....ma in realtá stasera non mi importa sono uno di loro...!!
Suona un´altra campanella.....: si alza una ragazza che con parole precise ci descrive le modalitá con cui si svolgerá lo la serata...; una sorta di presentatrice, banditrice se vogliamo....
é l´avvio ufficiale con cui si "aprono le danze"...; laddove danzare fa rima con........mangiare!
I camerieri non sono vigili come da noi tutto il tempo....; servono le varie portate, riempiono qualche coppa e poi si ritirano...dileguano nei meandri delle cucine.
....e la cena stessa diverge dalle nostre abitudini: non é una rincorsa di ricette sofisticate, spesso stese su piatti ben docorati, ma un´efficiente distribuzione di tutti i valori nutritivi concepibili, contenuti in pezzi di pesce, carne e dolce...con qualche "grasso come guarnizione"....
Sul tavolo, oltre ai coperti, una serie di fogli ci spiegano e ricordano ulteriomente come é strutturata la serata, ma soprattutto, su una tabella ben stampata, appaiono i nomi di tutti gli invitati con qualche nota a margine ad identificarne i connotati salienti...
Io per questa sera saró "Gabriele: italienerne som kan mange språk"...vale a dire , Gabriele l italiano che sa piú di una lingua.....
I vari posti sono contrassegnati da una MATRIOSKA in onore dello sposo le cui radici affondano in russia....; ed é una famiglia di MATRIOSKE ad adornare il centro della tavola, ben disposte, come d´abitudine, dalla piú piccina alla maggiore!!!
Naturalmente ogni tavolo ha un nome di regioni sovietiche, a ricordare che se non fosse per questo Paese, i 2 ragazzi non si sarebbero mai conosciuti...
...e cosí dopo un antipasto a base di gamberoni, il tintinnio delle posate sui bicchieri annuncia che é il momento del discorso...; il primo in assoluto é quello della mamma; a cui faranno seguito quello dei due sposi e dei due testimoni..:; per me é il momento piú emozionante e toccante, quello che oserei definire l´attimo saliente della serata.
Mentre ascolto le parole che scaturiscono dalle corde vocali dei protagonisti, la mia mente non puó esimersi dal fare dei confronti: in quel preciso istante mi trovo almeno 100 anni avanti altre culture, la mia compresa.....; non so piú se sono nella realtá o nella finzione..
Lí ci sono due persone che si amano e nessuno si chiede perché queste due persone abbiano lo stesso sesso...; si amano e basta e questo giustifica lo stare lí, la festa, il voler condividere quell´attimo con tutti....; nessuna contestazione; nessun anatema ecclesiastico; nessuna condonna mediatica...: due individui, il loro amore e l´appoggio delle persone piú care, padre e madre, come se si trattasse della cosa piu naturale.....cosí come dovrebbe essere!
Ai gamberi fará seguito un ottimo piatto a base di carne, inframezzato, da una pausa sigaretta; dai brindisi di rito e naturalmente dal fatidico "bacio-bacio" che qui in norvegia non é scandito da un "urlo selvaggio" come da noi, ma dal suono vitreo delle forchette sui bicchieri...
Piú di una volta gli sposi si sono messi in piedi sulle sedie e si sono scambiati un bacio affettuoso, naturale, spontaneo, davanti a madri, padri, zii, nonne, bisnonne, cugine, nipoti, senza che nessuno gridasse allo scandolo...
Sembrava che tutti da sempre avessero partecipato a feste simili.....
Quasi a fine serata, col vino che si ormai faceva compagnia al sangue delle vene, un invitato si é alzato in piedi e, come da programma credo, ha coinvolto tutti i partecipanti in un gioco.....; stupido, ma sufficiente ad amalgare tutta la sala....; il resto lo ha fatto l alcol che, come in ogni situazione ufficiale (e non) norvegese, serve a sciogliere le tensioni, unire gli animi e mescolare la gente tra di loro..
Mai avevo sperimentato in vita mia, nuclei di parenti farsi tutt´uno sotto l´effetto del vino ed anche se spesso contesto questa abitudine, ho apprezzato alla fine il modo in cu tutti hanno liberato le proprie emozioni.....
Che dire......a tratti mi sono accorto di osservare incantato quel che mi accadeva attorno....; con un´aria trasognata, osservavo ed incameravo, ma soprattutto studiavo...
Ammetto di essermi emozionato per molti versi....; emozionato per la situazione...; emozionato per la naturelezza con cui ognuno ha eseguito il proprio ruolo....; emozionato per le parole che sono state pronunciate e lo, ammetto, emozionato anche perché BEN non era con me...; láddove avremmo dovuto comparire come entitá, mi sono ritrovato come unitá scissa dalla mia parte piú essenziale..
Certo, ho pensato a come sarebbe potuto essere; a come avrei voluto che fosse, ma nel contempo ho fatto in modo che nessun pensiero condizionasse questa esperienza unica ed indimenticabile!
GA